come si calcola l'onorario del notaio

Come si calcola l’onorario del notaio

La tariffa del notaio è modulare: si costruisce cioè “a pezzetti” con tanti «mattoni» diversi. La base di tutto è costituita dagli onorari repertoriali. In relazione al valore (prezzo dell’immobile) la tariffa ministeriale (l’ultima è quella approvata con Dm 27.11.2001, pub­blicata nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17.12.2001, con effetto dal primo gennaio 2002, che ha tenuto conto del pas­saggio dalla lira all’euro) prevede distinti onorari re­pertoriali (l’onorario che viene iscritto al Repertorio dove sono annotati tutti gli atti del notaio e che costi­tuisce la base per il calcolo dei contributi alla Cassa Nazionale del Notariato e della Tassa di Archivio).

Tale onorario repertoriale è anche la base per il cal­colo del compenso per le diverse prestazioni in cui si può frazionare la complessiva prestazione dell’atto no­tarile (rilascio di copie, note di trascrizione e di voltu­ra catastale). Sulla stessa base è calcolato il rimborso delle spese generali di studio in misura pari al 15 per cento degli onorari di tariffa.

Al notaio competono poi altri diritti e indennità (scritturato dell’atto, presentazione dei documenti agli uffici, indennità per operazioni fuori dello studio) e un compenso per l’opera di studio, documentazione, con­sultazione con le parti (per quest’ultima voce secondo criteri dettati da ciascun Consiglio notarile).

Per sapere quale può essere il costo del singolo atto occorre conoscere la tariffa approvata dal singolo Consi­glio notarile che contiene per ogni scaglione di valore sia il calcolo dell’onorario repertoriale di atto, degli onorari di copia e degli altri diritti, sia la definizione del compenso (per la prestazione tipo) per l’opera di stu­dio, consultazione eccetera (articolo 30 della tariffa).

Rispetto a tale «onorario normale» potranno darsi situazioni nelle quali il notaio potrà chiedere un com­penso inferiore (atti in serie, quando il medesimo no­taio riceve molti atti delio stesso condominio o coope­rativa; compravendite collegate a mutuo, nelle quali quindi molti costi sì hanno una sola volta e vengono preferibilmente esposti nella parcella relativa al mu­tuo con conseguente riduzione della parcella relativa alla vendita; ipotesi di riduzione per legge degli onora­ri, per esempio dismissioni immobiliari).

Può anche succedere che il notaio chieda un compenso maggiore in relazione alle particolari difficoltà e complessità del caso concreto (immobili situati in località diverse di competenza di differenti uffici, ricostruzione particolarmente complessa della storia della proprietà, situa­zione urbanistica dì difficile accertamento, condoni in istruttoria eccetera); in tal caso il notaio dovrebbe co­munque preventivare al cliente tale richiesta.